Malattia colf e badante: cosa fare in caso di assenza
In caso di malattia, la colf o la badante assunta ad ore deve avvertire tempestivamente il datore di lavoro, salvo cause di forza maggiore o impedimenti oggettivi, entro l’orario previsto per l’inizio della prestazione lavorativa.
Successivamente, dovrà inviare il certificato medico con la prognosi di inabilità al lavoro entro due giorni dal rilascio, oppure comunicare il numero di protocollo del certificato.
Per le colf o badanti conviventi, l’invio del certificato non è necessario, a meno che il datore di lavoro non lo richieda espressamente. Tuttavia, è obbligatorio produrre il certificato se la malattia interviene durante le ferie o periodi in cui il convivente non è presente in casa.
Chi paga la malattia di colf e badanti
A differenza di altri lavoratori, la malattia del lavoratore domestico è a carico della famiglia. Colf e badanti, sia ad ore sia conviventi, vengono pagati secondo la retribuzione concordata al momento dell’assunzione e l’anzianità di servizio.
Non è previsto alcun intervento dell’INPS: la famiglia non deve inviare comunicazioni all’Ente per il periodo di malattia.
Giorni di malattia per colf e badanti
Il numero di giorni di malattia retribuiti dipende dall’anzianità di servizio del lavoratore.
1. Fino a 6 mesi di servizio
– Giorni di malattia retribuiti: 8
– Dal 1° al 3° giorno: 50% della retribuzione globale di fatto giornaliera
– Dal 4° giorno in poi: 100% della retribuzione globale di fatto
– Dopo il periodo di malattia retribuita si entra nella fase di comporto, ovvero la conservazione del posto di lavoro.
2. Anzianità da 6 mesi a 2 anni
– Giorni di malattia retribuiti: 10
– Dal 1° al 3° giorno: 50% della retribuzione
– Dal 4° giorno in poi: 100% della retribuzione
– Al termine dei 10 giorni si applica il periodo di comporto secondo l’anzianità.
3. Oltre 2 anni di servizio
– Giorni di malattia retribuiti: 15
– Dal 1° al 3° giorno: 50% della retribuzione
– Dal 4° giorno in poi: 100% della retribuzione
– Successivamente si entra nella fase di comporto con durata definita in base all’anzianità.
