Omesso versamento contributi di colf o badante: Può accadere che il datore di lavoro domestico dimentichi di versare i contributi INPS della colf o della badante entro le scadenze previste. È importante sapere come comportarsi in questi casi per evitare sanzioni e regolarizzare correttamente la posizione contributiva.
Scadenze per il versamento dei contributi INPS per colf e badanti
Il pagamento dei contributi deve essere effettuato ogni trimestre, secondo il calendario stabilito dall’INPS:
- 1° trimestre (gennaio – marzo) → pagamento dall’1 al 10 aprile
- 2° trimestre (aprile – giugno) → pagamento dall’1 al 10 luglio
- 3° trimestre (luglio – settembre) → pagamento dall’1 al 10 ottobre
- 4° trimestre (ottobre – dicembre) → pagamento dall’1 al 10 gennaio dell’anno successivo
Se il datore dimentica di versare il PagoPA trimestrale, è consigliabile procedere comunque il prima possibile al pagamento. Il versamento spontaneo interrompe il decorso degli interessi e limita le eventuali sanzioni in caso di verifica da parte dell’INPS.
Sanzioni per mancato o ritardato versamento dei contributi
In caso di controllo, se i contributi risultano non versati o versati in ritardo, il datore di lavoro è tenuto a pagare una sanzione annuale calcolata come:
tasso di interesse di riferimento + 5,5%
Tuttavia, la sanzione non può superare il 40% dell’importo complessivo dei contributi non versati.
Omesso versamento contributi di colf o badante
Con il Decreto-Legge n. 19/2024 (art. 30, comma 1, lett. a), è stata introdotta un’importante novità:
se il pagamento dei contributi avviene entro 120 giorni e prima di eventuali contestazioni, non si applica alcuna maggiorazione. In questo caso, si pagano solo gli interessi legali, calcolati con il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) (ad esempio, pari al 2,15% a settembre 2025).
Contributi Cassa Colf: cosa fare se non sono stati versati
Il contributo alla Cassa Colf deve essere pagato insieme ai contributi INPS tramite il bollettino PagoPA.
Se ci si accorge di non aver selezionato il codice F2 (Cassa Colf) durante la generazione del bollettino, occorre regolarizzare la posizione.
Come recuperare i contributi Cassa Colf non versati
È possibile sanare la posizione inviando una richiesta via email a:
📧 recuperocontributi@cassacolf.it
La comunicazione deve contenere:
- nome, cognome e codice fiscale del datore e della colf/badante,
- copia dei bollettini PagoPA dei trimestri da recuperare,
- copia della denuncia INPS del rapporto di lavoro.
La Cassa Colf verificherà la posizione e comunicherà l’importo da versare tramite bonifico al Fondo Colf. Dopo il pagamento, aggiornerà la posizione e invierà conferma alle parti interessate.
Ritardo nel versamento e dichiarazioni fiscali
Se i contributi vengono pagati entro lo stesso anno di competenza, non ci sono particolari conseguenze fiscali.
Se invece il pagamento avviene l’anno successivo, bisogna modificare la dichiarazione dei redditi:
- nell’anno in cui il versamento è stato omesso, non si includono i contributi non pagati;
- nell’anno successivo, si aggiunge l’importo versato in ritardo, escludendo eventuali interessi di mora.
In questi casi, i dati forniti automaticamente da Webcolf devono essere corretti manualmente.
Ritardo superiore a 12 mesi e sanzioni aggiuntive
Se il versamento viene effettuato oltre 12 mesi dopo la scadenza, non si applicano più i normali interessi, ma una sanzione del 30% su base annua, fino a un massimo del 60% della somma non versata.
In caso di ritardi pluriennali, l’INPS si ferma al 60%, aggiungendo solo gli interessi legali residui.
Prescrizione dei contributi non versati
Il diritto dell’INPS a riscuotere i contributi non pagati si prescrive in 5 anni.
Tuttavia, se il lavoratore presenta una denuncia entro tale periodo, il termine di prescrizione si estende a 10 anni.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 15296/2014, precisando che il termine decennale è valido solo se la denuncia è stata effettuata entro cinque anni dalla scadenza dei contributi dovuti.
